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Comunicare male può ledere autorevolezza e credibilità

Comunicare male può ledere autorevolezza e credibilità

Comunicare male può ledere autorevolezza e credibilità

Poco tempo fa in azienda abbiamo riscoperto un video de Le Iene, sguinzagliate per intervistare alcuni politici italiani, ai quali hanno posto varie domande di cultura generale. Nulla di apparentemente sadico; ci si aspetta che un parlamentare sia in grado di rispondere senza difficoltà o esitazione.

Uno di loro in particolare ha colpito la nostra attenzione, tanto da proporlo come esempio non virtuoso nelle aule del nostro training di comunicazione efficace Think on Your Feet®.

Al politico viene chiesto di spiegare cosa sia la Tobin Tax.
Lo sventurato tenta in tutti i modi di sviare la risposta e di offrirne alcune a dir poco avvilenti. La sua autorevolezza crolla irreparabilmente agli occhi dello spettatore.

Al di là del contenuto - o meglio del non contenuto - della risposta, ciò che colpisce del video è la totale mancanza di struttura. La reazione di chiunque l’abbia guardato è la stessa: fastidio e totale mancanza di credibilità.

Posto che nel caso in questione si poteva tranquillamente ammettere la propria ignoranza – e assumersi l’impegno di approfondire al più presto -, va detto che le situazioni imbarazzanti a cui possiamo essere esposti sono tante.

Non è necessariamente vero che tutti dobbiamo o possiamo conoscere tutto.
E forse ci può anche stare che un parlamentare non sappia cosa sia la Tobin Tax così, al brucio. Non vogliamo criminalizzare l’ignoranza.

Il punto è la modalità di comunicazione e di come essa possa, al di là dei contenuti, ledere autorevolezza e credibilità di una persona irrimediabilmente.

Saper comunicare le nostre idee in modo chiaro, sintetico e memorabile per chi ci ascolta rinsalda la nostra stessa leadership.
Altrettanto importante è saper gestire al meglio quei pochi secondi che intercorrono tra la domanda posta e ciò che diremo.
Sfruttiamoli al meglio ed evitiamo di incorrere nella trappola del voler rispondere subito. Perché? Ci sono almeno tre ragioni:

  1. dimostrare rispetto verso chi pone la domanda;

  2. guadagnare tempo prezioso;

  3. riflettere e soprattutto sincerarsi di avere ben compreso la domanda stessa.

C’è una strana tendenza a mettere in relazione la vivacità intellettuale con la velocità di produrre risposte. Meglio rallentare e approfondire, invece.

Oggi la società espone tutti ad occasioni di contatto assai maggiori rispetto a dieci anni fa: di contatto e quindi di comunicazione, indipendentemente dal mezzo o dal contesto.

Quando comunichiamo dobbiamo sforzarci di usare al meglio il tempo nostro e degli altri. Come sappiamo bene, è una risorsa scarsa e non sprecarlo diventa una priorità a cui nessuno può rinunciare.

Disporre dei necessari strumenti per farlo è un’esigenza.

Per cominciare, vi proponiamo di allenarvi con il nostro Test di Comunicazione Efficace: http://bit.ly/2y8yUMF

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Lunedì, 09 Ottobre 2017. Postato in Soft Skill, Comunicazione, Supply chain management

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