Benessere in azienda: quanto siamo indietro?

Benessere in azienda: quanto siamo indietro?

Argomenti come ansia e depressione, taboo fino ad alcuni anni fa, iniziano finalmente ad essere analizzati anche dal punto di vista dell’organizzazione aziendale. Ma ancora fatichiamo a parlarne davvero apertamente: soprattutto tra i dipendenti, anche coloro che abbiano sperimentato sintomi di un disagio psicologico (spesso correlato al lavoro) evitano di discuterne con il management e spesso ne tacciono anche con i colleghi o le risorse umane.

Prevale ancora la cultura del silenzio, dovuta anche al fatto che si individua in molte realtà uno scostamento tra i propositi del top management per supportare il benessere dei collaboratori, e ciò che accade realmente. Mancanza di conoscenza e paura di sbagliare stanno alla radice del problema. I manager non sanno come comportarsi di fronte ad un collaboratore che lamenta malessere psicologico; allo stesso tempo i colleghi temono di risultare invadenti ed interferire nella sfera personale.

È necessario costruire una cultura più aperta, in cui si possa parlare di benessere mentale, e fornire maggiore formazione, informazioni e supporto sia a dipendenti che a manager.

Ci sono tre passaggi principali da fare per migliorare la gestione del benessere mentale in azienda.

Parlare

Riuscire a far sì che tutti si esprimano liberamente in merito al tema è il primo obbiettivo da perseguire. I leader dell’azienda devono agire come esempio, sfidando tutti i miti che ci sono sul tema e parlando apertamente delle loro esperienze personali. È necessario aiutare i dipendenti a comprendere come affrontare argomenti che li spaventano, condividendo informazioni e promuovendo messaggi positivi con la giusta leggerezza.

Formare

I manager sanno che il benessere dei collaboratori è una delle loro responsabilità. Ciò nonostante sono pochi coloro che si formano su come gestirlo al meglio. Spesso la soluzione che viene proposta a chi manifesta un disagio psicofisico dovuto al lavoro, è di prendersi alcuni giorni di riposo o cambiare ruolo in azienda; ma non è detto che queste siano le soluzioni più indicate per quella persona specifica. I manager devono essere formati per riconoscere i sintomi di una difficoltà e parlare correttamente con i collaboratori in crisi. In più è necessario mostrare a tutti ogni metodologia di supporto disponibile, sia interna che esterna all’azienda.

Agire

Prima di attivare delle iniziative assicuratevi di avere tutti gli strumenti necessari per far sì che queste possano ottenere i risultati attesi. Ciò che conta è che le intenzioni risultino poi messe in pratica nelle azioni, per verificarlo richiedete ai vostri collaboratori dei feedback attraverso sondaggi, focus group e forum.

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Venerdì, 03 Marzo 2017. Postato in Risorse umane, Life Style

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