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I principali dieci elementi che condizioneranno il futuro della Supply Chain

I principali dieci elementi che condizioneranno il futuro della Supply Chain

Nel clima economico odierno, l'incertezza è diventata il nemico pubblico numero uno.

Alla luce, infatti, del rapido cambiamento subito dal profilo della domanda dei consumatori, della crescita esponenziale della tecnologia e dei cambiamenti demografici nella forza lavoro, le previsioni di ogni genere appaiono oggi quanto meno nebulose.

Ma mentre le singole aziende sono preoccupate per i risultati trimestrali o per i dati di vendita mensili, con conseguente difficoltà a sedersi attorno ad un tavolo e riflettere su quale sarà il trend futuro, l'associazione americana MHI – che riunisce circa 800 membri tra i quali aziende di Logistica e Material Handling, produttori di software, consulenti, integratori di sistemi, Terze Parti Logistiche, etc. – ha realizzato un report dal titolo "The U.S. Roadmap for Material Handling & Logistics", che rappresenta un tentativo da parte del mondo industriale di guardare avanti nel futuro per i prossimi 10-15 anni.

Nonostante la difficile inclinazione alla previsione del futuro a causa del proprio background, Bill Ferrell – professore del dipartimento di Ingegneria Industriale della Clemson University e co-editore del report – ritiene di essere convinto che tale iniziativa sarà preziosa per tutte le parti interessate al mondo della logistica e della Supply Chain, proprio perché basata sul pensiero e sull'opinione di più di cento brillanti dirigenti del mondo industriale, i quali periodicamente hanno partecipato a delle tavole rotonde (condotte nell'estate del 2013 ad Atlanta, Washington DC, Los Angeles e Chicago) organizzate dall'associazione MHI al fine di delineare e discutere circa i possibili scenari futuri.

I principali elementi individuati che condizioneranno gli scenari futuri del mondo della logistica e della Supply Chain sono dieci:

1. Il cambiamento della forza lavoro

Tutti gli esperti sono consapevoli del fatto che la forza lavoro sta subendo rapidi cambiamenti, non sempre positivi, tanto che si evidenziano percorsi di carriera non adeguatamente definiti, rete di formazione/istruzione sottodimensionata e male interfacciata con la struttura industriale, competenze inadeguate per i neo-entranti. I settori industriale, accademico e governativo devono quindi unirsi in un rinnovato sforzo per potenziare e migliorare la qualità della forza lavoro, agendo soprattutto nei confronti delle donne, dei lavoratori sotto i 35 anni, delle persone con disabilità e dei veterani.

2. La crescita dell'e-commerce

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La ricerca stima che il settore Retail on-line registrerà un tasso composto annuo di crescita (CAGR) del 9% fino al 2017, passando da 231 miliardi dollari nel 2012 a 370.000 milioni dollari nel 2013. L'incremento del mercato è influenzato sia dalla domanda che dall'offerta, come ad esempio la diffusione dei dispositivi mobili da un lato e gli investimenti dei rivenditori nelle capacità multi-canale dall'altro. Entro il 2025, si prevede che tutte le spedizioni siano tracciabili in tempo reale dal momento in cui viene effettuato un ordine fino all'istante della consegna, con tempi di order-to-ship che diventeranno tali da garantire la consegna in giornata per gli articoli a stock.

3. La concorrenza spietata

Secondo gli esperti, la concorrenza avviene principalmente lungo due dimensioni: i prezzi praticati e i servizi offerti. Già oggi, le aziende in grado di ottenere vantaggio competitivo sono coloro che possono praticare l'offerta migliore, più veloce e più economica. Detto questo, molte delle opportunità per la creazione del vantaggio competitivo sono legate ad un livello di collaborazione tra imprese in competizione che superano alcuni pregiudizi del passato: un esempio è la condivisione dei mezzi di trasporto, al fine di saturare meglio i mezzi stessi, ridurne l'utilizzo e quindi abbattere le spese. È chiaro però che per perseguire questa pratica bisogna superare certe vecchie barriere, accettando di ottenere vantaggi insieme al proprio competitor in ottica win-win. Gli esperti sono comunque convinti che entro il 2025, la condivisione dei mezzi di trasporto diverrà una pratica di business standard.

4. Le personalizzazioni di massa

Superati i concetti di standardizzazione, la sfida odierna del settore Retail è legata all'abilità di offrire prodotti personalizzati a prezzi di massa. Il principale impatto si riversa sulla logistica e sul material handling, che chiaramente dovranno essere in grado di sostenere un insieme altamente diversificato di canali per l'ordine e la distribuzione e di modalità di consegna.

5. L'urbanizzazione

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Già, oltre il 50% della popolazione mondiale vive in aree urbane densamente popolate. La concentrazione della domanda ha un impatto devastante sulla distribuzione dell'ultimo miglio, con aziende che sono sempre più chiamate a fornire una ampia gamma di prodotti in piccole quantità, direttamente in casa del cliente con tempi di consegna brevissimi. Per affrontare tale sfida entro il 2025, le 15 più grandi città degli Stati Uniti dovrebbero realizzare almeno una rete aperta di consegna condivisa da più retailers, con la maggior parte dei consumatori che dovrebbe avere la possibilità di specificare le informazioni relative al punto di consegna riferendosi persino alla propria posizione in tempo reale.

6. Il mobile computing

La diffusione degli Smart-phone sta avendo un impatto sensibile sulla vita quotidiana delle persone ma anche sul mondo dell'industria. Con il mobile computing infatti è possibile che una persona diventi un consumatore in qualsiasi momento e ovunque. Inoltre, il sistema di rilevazione satellitare degli utenti consente la distribuzione dinamica dei prodotti fisici. Entro il 2025, si prevede che i dispositivi mobili saranno ampiamente diffusi in tutti i contesti di produzione, deposito e trasporto.

7. La robotica e l'automazione

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I robot stanno espandendo la loro diffusione, superando i confini della produzione e introducendosi in quelli della movimentazione dei materiali e della logistica: non solo convogliamenti automatici ma anche sistemi di picking automatico, sistemi di carico e scarico automatico dei mezzi di trasporto, fino ad arrivare alle apparecchiature driverless su strada (oggi forse ancora fantascientifiche) come i droni.

 

8. I Sensori e la comunicazione via internet

Attraverso tecnologie come l'identificazione a radiofrequenza (RFID), gli oggetti fisici comunicano le proprie informazioni attraverso sistemi digitali, permettendo un monitoraggio dettagliato delle informazioni stesse e consentendo all'automazione di prendere decisioni circa la circolazione dei beni senza l'intervento umano, ottimizzando l'efficienza e la velocità per una varietà di processi. Ciò sarà ancora più perfomante quando la comunicazione delle informazioni sfrutterà appieno le potenzialità offerte da Internet e il mondo virtuale. Entro il 2025, si presume però che vengano stabiliti dei formati di dati accettati universalmente per tutti i tipi di sensori, al fine di ottenere vantiaggi su scala globale.

9. La disponibilità dei dati e le previsioni

Così come in altri settori, anche nella logistica l'enorme disponibilità di dati e l'incremento della potenza di calcolo hanno cambiato il modo in cui le aziende prendono le decisioni. Oggi, anche un argomento di tendenza sui social network potrebbe, per esempio, avere un impatto sulla previsione della domanda, per cui non si tratta più di semplici proiezioni percentuali rispetto alle serie storiche. Per gestire queste informazioni, entro il 2025, la maggior parte delle applicazioni accessibili dai professionisti della logistica e della Supply Chain dovrà essere basata sul cloud compunting, così come la programmazione dei trasporti e il routing del veicolo dovranno utilizzare i dati di traffico in tempo reale, in modo da permttere il reinstradamento dinamico.

10. La sostenibilità

Sostenibilità non significa riciclo o uso di pannelli solari. Il concept mira ad aiutare le aziende a diventare "magre e abbastanza agili da riuscire a prosperare in tempi turbolenti", lasciando al tempo stesso però il mondo come un posto migliore di quello che hanno trovato, per tutti indistintamente, dagli azionisti ai consumatori, dagli animali alla vegetazione. Entro il 2025, l'industria dovrebbe aver sviluppato metriche standard accettate da tutti per la valutazione dell'impatto ambientale, i consumatori dovrebbero aver meglio comprenso le conseguenze ambientali delle loro scelte, e i mezzi e le tecnologie di movimentazione dei materiali dovrebbero continuare a richiedere sempre meno energia, o essere alimentati da forme alternative di energia.

Martedì, 15 Dicembre 2015. Postato in Supply Chain, Hard Skill, Supply Chain e Procurement, Supply chain management

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