Sviluppo Manageriale, Leadership e formazione aziendale e manageriale

5 ragioni per cui è importante fare formazione sulla leadership

5 ragioni per cui è importante fare formazione sulla leadership

Rapporto tra leadership e formazione, vantaggi e svantaggi di investire nel training delle risorse umane sono costantemente fonte di dibattito tra manager, titolari di aziende, economisti ed accademici. La nostra opinione è che un’adeguata e costante formazione sia essenziale tanto per uno sviluppo sano quanto per un roseo futuro delle imprese. Soffermiamoci dunque sulle principali ragioni per cui è fondamentale fare formazione sulla leadership

L’IMPRESCINDIBILITA’ DELLE COMPETENZE

L’inarrestabile processo di globalizzazione, la necessità di gestire cambiamenti repentini ed adeguarsi alla mentalità di consumatori sempre più informati e selettivi, richiede al mondo del lavoro una formazione sempre più specialistica. Una preparazione generalista (con tutti i pro e i contro che ne derivano) sembra non essere più al passo coi tempi. 
Solo tre decadi fa il vecchio detto andreottiano di porre consapevolmente al comando di un ministero una personalità che nulla centrasse con quella materia poteva avere un suo perché, e aveva riscontro non solo in politica ma anche in molte realtà aziendali. Il presupposto è che chi dirige non debba farsi influenzare eccessivamente dalle opinioni dei "tecnici" ed è stato un presupposto molto radicato in particolare nel settore marketing e nel settore delle vendite. Attualmente, in politica come nelle imprese, chi azzarda a portare avanti questo approccio, sembra destinato al fallimento. Nemmeno l’acquisizione di competenze basta da sola a garantire il successo: solo l’acquisizione continuativa di skill specialistiche ed altamente innovative può consentire di essere al passo col mercato coi bisogni dei clienti

L’ASPETTO MOTIVAZIONALE: TANTO IMPORTANTE QUANTO SOTTOVALUTATO

Per guidare efficacemente il personale i manager devono avere coscienza del fatto che le risorse umane, la loro motivazione ed il loro impegno sono la mossa dell’influenza di molteplici variabili. La ricerca continua del commitment per far progredire i livelli di performance diviene così una sfida cruciale del management che da una parte deve sollecitarlo, dall’altra deve avere la sensibilità per riconoscere la "soggettività" di ciascun collaboratore. Il risultato ideale sarebbe l’immedesimazione delle risorse umane con la realtà aziendale: se ogni dipendente sentisse come "propria" nel vero senso della parola, l’impresa, e non come una realtà esterna, una mera fonte di sostentamento, talvolta addirittura negativa della propria esistenza, assisteremmo ad una impennata di produttività senza precedenti.

D’altronde persone e organizzazioni interagiscono attraverso un processo complesso di "selezione reciproca" che, se riflettiamo, ripropone molte delle dinamiche psicologiche che si pongono al momento dell’assunzione, quando si avvia concretamente un progetto di realizzazione reciproca di obbiettivi. Visto che la leadership è stata definita come "processo di influenzamento degli altri finalizzato a capire e creare consenso su cosa c'è bisogno di fare e sul come farlo, riguarda il processo di facilitazione degli sforzi individuali e collettivi al fine di raggiungere gli obiettivi condivisi" (YUKL, 2006), si tratta di un obbiettivo cruciale. Aprire la mente e abbracciare una prospettiva che raramente consideriamo, cioè che "anche gli individui ricercano e selezionano le organizzazioni" (Pilati, 2008), è il primo passo per conseguirlo.

IL VALORE AGGIUNTO DELLA FORMAZIONE

Quasi tutti i principali studi accademici anglosassoni concordano sull’incremento di valore generato dalla formazione sul lungo periodo, e parliamo di valore economico. Considerazioni che in Italia non sono state finora recepite, sono spesso ritenute superflue chiacchiere da bar o al massimo un vezzo da cattedrali del New England. La formazione infatti non solo viene ancora considerata un costo, ma il primo costo da tagliare, invece che un investimento essenziale. 
Il punto è che il mondo si è radicalmente trasformato, la seconda rivoluzione industriale è ormai lontana, ed il capitale principale delle aziende è ormai diventato il capitale umano, come dimostrano tutte le più grandi realtà tecnologiche sorte negli ultimi anni. Startup diventate giganti nel giro di un lustro, grazie ad un capitale umano di altissimo profilo, continuamente formato per reggere l’urto di un mercato iper-competitivo. Siamo arrivati ad un concetto chiave della formazione: eliminare o ridurre al massimo il cosiddetto "skills gap". Un concetto che ci consente di superare la più semplice visione neoclassica del mercato del lavoro, in cui (in un mercato perfetto) solo ad un aumento salariale corrisponderà un aumento della produttività. Limitazione significativa dello skills gap e investimenti nella formazione possono proiettare ad un significativo e misurabile aumento dei profitti senza necessariamente aumentare i salari.

In ultimo, va aggiunto che nel contesto nazionale, dominato da micro-imprese e piccole imprese che per ovvie ragioni faticano ad avere la liquidità e/o l’accesso al credito necessario per investire in formazione, essere in un contesto che favorisce, promuove e finanzia il training è una marcia in più tanto a livello aziendale quanto a livello di carriera personale che va sfruttato il più possibile.

I VANTAGGI DI UNA LEADERSHIP SICURA ED ESEMPLARE

Un leader carismatico ha la possibilità di influenzare positivamente gli altri per il raggiungimento degli obbiettivi, guadagna "fiducia e ammirazione dei propri dipendenti, e inavvertitamente cambia i loro valori, credenze, comportamenti e atteggiamenti, perché la mimica è la più sincera forma di adulazione" (GRINT, 2007).

Tale effetto si ottiene in particolare con due fattori: 

  1. L’esempio personale, che resta nella mente di un dipendente la prova più efficace della giustezza nell’immedesimarsi nel comportamento, nell’impegno, così come nelle responsabilità e nelle preoccupazioni di un manager 

  2. Mostrare di avere un visione limpida e chiara della direzione che sta prendendo la politica aziendale, e delle sue implicazioni. Insicurezza, senso di provvisorietà sono nel mondo del lavoro attuale tra le preoccupazioni che più crucciano i dipendenti. Esse minano non solo il senso di appartenenza, ma compromettono irrimediabilmente l’engagement, visto che temporaneità e precarietà a livello psicologico sono nemiche giurate di impegno ed assunzione di responsabilità. Perché assumersi rischi e dissipare la nostra risorsa più preziosa, ovvero il tempo, senza almeno una "promessa" di ricompensa, con l’atroce sensazione che i nostri sforzi saranno vani, o peggio, sarà qualcun latro a trarne beneficio? 

Un leader dunque dev’essere innanzitutto una guida, un marinaio esperto nella tempesta della caducità contemporanea, abile a trasmettere empatia ed emozioni, ma soprattutto deve formarsi per raggiungere un solido equilibrio personale, premessa indispensabile per non vacillare nell’esercizio di un ruolo complesso, carico di aspettative e responsabilità

MIGLIORAMENTO DELLA COMUNICAZIONE INTERNA

Una comunicazione limpida, chiara ed efficiente è un obbiettivo primario di qualsiasi organizzazione. Nella prima parte del secolo scorso alcune aziende prendevano esempio dalle tecniche e dalla disciplina del mondo militare, dove anche un errore veniale poteva rivelarsi cruciale e decisvo. 
Attualmente possiamo sintetizzare questo aspetto con la realizzazione di due obbiettivi semplici solo sulla carta.

  1. Chiarezza degli obbiettivi aziendali e rapidità nella catena di comunicazione degli stessi. Catene decisionali troppo complesse hanno come contraltare la lentezza in scelte vitali, che nell'ipercompetitivo mondo contemporaneo può rivelarsi fatale

  2. Chiarire le priorità. Le principali energie vanno focalizzate su uno, massimo due obbiettivi fondamentali per persona, evitando di disperderle inutilmente
Venerdì, 19 Gennaio 2018. Postato in Soft Skill, Leadership, Risorse umane

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