Le soft skills nella professione: l’ottimismo

Le soft skills nella professione: l’ottimismo

Le soft skill da utilizzare nella professione per avere successo, o quanto meno "cavarsela", sono molte ma alcune, se ben agite, possono davvero "fare la differenza", come nel caso dell'ottimismo.

Definizione

È la capacità di reagire di fronte ad una sconfitta o ad una avversità, dando una spiegazione dell’accaduto in termini di temporaneità e transitorietà, circoscrivendo il fatto negativo, senza permettere a questo di influenzare o indebolire il nostro pensiero ed il nostro agire.

Considerazioni sull’ottimismo

L’ottimismo è una vera e propria competenza e va sicuramente inserito tra le soft skill più importanti per una serie di motivazioni:

  • perché è la capacità dell’individuo di dare una spiegazione in termini positivi di un evento od episodio negativo che lo ha coinvolto
  • perché è provato da una serie di studi che esso è senz’altro acquisibile e che può essere sviluppato con l’esercizio e la pratica
  • può essere insegnato e trasmesso all’interno di un gruppo di lavoro o in un ambito familiare o scolastico

Queste caratteristiche rendono pertanto l’ottimismo una straordinaria competenza e non soltanto una caratteristica innata dell’individuo, come comunemente si pensa.

Essere “ottimista” è una competenza estremamente importante, in ogni ambito della vita: dal lavoro, allo studio e alla salute psicofisica complessiva.

Gli ottimisti, quando sono posti di fronte ad una avversità della vita, sono portati a pensare che essa sia:

  1. Transitoria
  2. Non dovuta a se stessi ma a cause esterne
  3. Che abbia conseguenze circoscritte e limitate

I pessimisti, per contro, nella medesima situazione sono portati a pensare che essa sia :

  1. Duratura
  2. Dovuta esclusivamente a cause (colpe) da ricercare in se stessi
  3. Abbia conseguenze distruttive e pervasive

Essere ottimisti fa la differenza tra chi si arrende facilmente e chi non si arrende mai, tra chi continua ad andare avanti malgrado le difficoltà e le avversità e chi si fa prendere dallo sconforto. E’ una competenza fondamentale per chi, ad esempio, intraprende un’attività imprenditoriale: la capacità di non arrendersi, di resistere e mantenere l’entusiasmo nonostante le sconfitte, i fallimenti e le difficoltà in generale, fa dell’imprenditore un imprenditore vincente.

Anche i nostri ragazzi, durante la loro vita scolastica, dovrebbero essere educati all’ottimismo: un’interrogazione o un esame universitario andato male non devono avere conseguenze sul livello di autostima del ragazzo, il quale deve pensare e convincersi che ciò rappresenta un episodio ben circoscritto e temporaneo, dovuto magari ad una contingenza ben specifica, oggettiva ed individuabile, ad esempio, nel fatto di aver studiato sufficientemente la teoria ma avere magari svolto pochi esercizi e poca pratica complessivamente.

L’ottimismo consiste pertanto nel dare sempre una spiegazione realistica ma positiva a ciò che è “andato male”, ovvero nell’adottare un processo di pensiero in base al quale “io sono e continuo ad essere ok”, riesco a dare una spiegazione oggettiva del perché la cosa è andata male, che può essere una causa esterna alla mia volontà (non ho passato l’esame perché quel giorno non stavo bene) o interna e comunque gestibile da parte mia (non ho passato l’esame perché ho fatto poca pratica: la prossima volta mi concentrerò di più su questo aspetto e sicuramente passerò l’esame!); infine, circoscrivo ad un ambito ben delimitato le conseguenze di ciò che è avvenuto: il non aver superato un esame non mette minimamente in discussione le mie capacità in generale e non pregiudica assolutamente il mio cammino negli studi ed il conseguimento della laurea!!

Il pessimismo è una perdita di tempo

Non vogliamo in questo articolo parlare di come non dobbiamo essere, in questo caso pessimisti, ma solo di come vogliamo essere, perché sappiamo che gli obiettivi, affinché siano efficaci e raggiungibili, devono essere sempre espressi in termini positivi.

Data però l’importanza dell’argomento, e col fine di meglio comprendere quale sia l’utilità di essere ottimisti nella vita, col significato che abbiamo dato a questa competenza, riteniamo comunque sia utile sottolineare quali siano gli svantaggi di essere pessimisti o adottare un comportamento pessimista.

Essere pessimisti non significa avere un senso ed un contatto maggiore e migliore con la realtà rispetto ad un ottimista: anzi, l’ottimista non è affatto un sognatore, bensì una persona che ha sviluppato un concreto senso della realtà e sa come farvi fronte; al contrario, il pessimista tende a dilatare il perimetro e gli effetti reali di un evento negativo, permettendo che essi investano tutti gli ambiti della sua esistenza.

Il pessimista tende a personalizzare drammaticamente i suoi insuccessi e quindi vive le sconfitte e le avversità con un senso di profonda inadeguatezza: il suo pensiero ricorrente è: “E’ colpa mia, sono io inadeguato alla vita e non sono capace di cavarmela”. Il pessimista, per spiegare gli eventi negativi, pone il focus sulla sua persona e le sue capacità, non sull’oggetto specifico che caratterizza l’evento negativo: così facendo mina profondamente alle basi la sua autostima e la fiducia in se stesso.

Inoltre, ripetuti studi in campo medico confermano gli effetti negativi sulla salute e sul benessere psicofisico generale del pessimismo: i pessimisti reagiscono peggio alle malattie con minori possibilità di guarigione rispetto agli ottimisti e hanno tempi di ripresa più lunghi e difficili.

Un’ultima riflessione sulla correlazione tra pensiero e costruzione della realtà: sappiamo che i nostri pensieri ed il nostro modo di pensare influenzano fortemente gli eventi della vita ed il loro corso, talvolta sino a cambiarlo ed è per questo che le profezie dei pessimisti si auto adempiono!!

Vale allora la pena essere pessimisti?!?

“Chi crede di farcela e chi non crede di farcela, di solito finiscono per avere entrambi ragione” (Confucio)

Comportamenti tipici dell’ottimista

  • Spiega gli eventi positivi attribuendoli sempre a cause permanenti
  • Attribuisce la causa ed il merito di un suo successo sempre alle proprie abilità e capacità e mai alla fortuna o alla casualità
  • Di fronte ad un insuccesso o ad una difficoltà continua a lavorare col medesimo impegno ed entusiasmo
  • Ritiene che il fallimento o l’evento negativo accaduto abbia un impatto limitato e circoscritto sul suo operato e sul suo agire in generale
  • Non personalizza le sconfitte e gli insuccessi ma li attribuisce a cause esterne da sé
  • Non mette in discussione le sue capacità di fronte ad un fallimento o un insuccesso
  • Considera come sfide in cui impegnarsi eventuali insuccessi e difficoltà

“La qualità della nostra vita dipende dalla qualità dei nostri pensieri”

(Marco Aurelio)

Ricordiamoci quindi che l'ottimismo, come tutte le competenze, si impara e pertanto essere ottimisti è una scelta che ognuno di noi può fare.

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Lunedì, 29 Maggio 2017. Postato in Risorse umane, Soft Skill, Leadership

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