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Cosa sono e come funzionano i Fondi Europei

Cosa sono e come funzionano i Fondi Europei

I fondi europei sono il principale mezzo finanziario con cui l'Unione Europea persegue il fine di integrazione economica e sociale dei Paesi membri. Cerchiamo di capire in questo articolo cosa sono e come funzionano i fondi europei.

Cosa sono e come funzionano i fondi europei

Tali strumenti consistono in contributi a fondo perduto assegnati dal Consiglio dell'Unione ai Programmi Operativi ritenuti meritevoli presentati da ogni Paese e rientrano nel quadro finanziario dell'Unione Europea. Il periodo di interesse per i fondi in esame va dallo 01/01/2014 al 31/12/2020, in cui l'Unione europea investirà circa 1.000 miliardi di euro nella crescita e nell'occupazione.

Tiplogie di fondi europei

Si possono distinguere due tipologie di fondi europei: i fondi gestiti direttamente dalla Commissione europea e i fondi la cui gestione è demandata direttamente agli Stati Membri attraverso le loro amministrazioni (nazionali, regionali o locali).

Nel caso dei finanziamenti europei a gestione diretta è la Commissione europea con sede a Bruxelles, o una sua Agenzia delegata, che eroga i fondi direttamente agli utilizzatori finali e che stabilisce autonomamente i criteri di funzionamento dei vari programmi comunitari attraverso la partecipazione ai bandi. I fondi diretti si dividono in programmi intracomunitari, che coinvolgono i Paesi membri dell'Unione e riguardano politiche interne di interesse europee e in programmi di cooperazione esterna, che promuovono la cooperazione dei Paesi membri con Paesi terzi rispetto all'Unione.

Inoltre, in base agli obiettivi che si prefigge di realizzare, predispone dei programmi inerenti diversi settori (p.e ricerca e innovazione, ambiente, cultura, formazione, politiche sociali, gioventù etc), aventi generalmente una durata pluriennale e attuati dalle varie direzioni generali (DG) della commissione.

i bandi dei fondi europei

La realizzazione dei programmi è attuata principalmente attraverso gli Inviti a presentare proposte (Calls for proposals) più comunemente detti "bandi". Le DG, ciascuna nel proprio settore, gestiscono direttamente gli stanziamenti previsti per i vari programmi attraverso la pubblicazione periodica di questi bandi sulla gazzetta ufficiale dell'unione europea (GUUE), fonte ufficiale di documentazione disponibile in tutte le lingue dell'Unione, e/o attraverso i portali Web delle singole Direzioni Generali della Commissione europea o delle Agenzie nazionali.

I bandi comunitari pubblicati sulla GUUE contengono la descrizione del programma e la sua dotazione finanziaria, la procedura e i termini di presentazione delle proposte, l'importo del contributo finanziario dell'unione europea, i requisiti minimi per poter partecipare, i criteri di selezione e gli indirizzi presso i quali si può ottenere la documentazione informativa (come il programma di lavoro, i moduli per la presentazione delle proposte, ecc.). Per accedere ai fondi è necessario presentare una proposta progettuale direttamente alle Direzioni Generali della Commissione europea. I progetti necessitano (con alcune eccezioni) di un partenariato composto da enti di più Stati membri (generalmente, tre o più Stati) o, in alcuni casi, di Paesi Terzi.

I progetti selezionati devono avere elevato valore innovativo e un valore aggiunto europeo, ovvero le soluzioni prospettate per raggiungere gli obiettivi dell'Unione europea devono essere validi anche per più Stati membri.

La percentuale di co-finanziamento dei costi progettuali varia tra il 50% e il 100% del costo totale del progetto. E' quindi necessario un cofinanziamento con risorse proprie del beneficiario, fondi nazionali, sponsor privati, prestiti bancari, apporti in natura (personale retribuito, uso di locali e infrastrutture, ecc.)

Nel caso dei finanziamenti europei a gestione indiretta o decentrata (Fondi strutturali), le risorse finanziarie del bilancio dell'UE vengono trasferite agli Stati membri, in particolare alle Regioni, che sulla base dei programmi operativi ne dispongono l'utilizzazione e l'assegnazione ai beneficiari finali. La Commissione viene coinvolta nella fase di monitoraggio, si impegna nel pagare le spese approvate ed effettua verifiche attraverso un sistema di controllo. Tuttavia, la selezione dei progetti e la relativa gestione sono di competenza esclusiva delle autorità nazionali e regionali. Una volta selezionati, i progetti ricevono un finanziamento misto: nazionale e comunitario. I programmi, infatti, sono sovvenzionati in parte con fondi europei e in parte con fondi nazionali (pubblici e privati).
L'obbiettivo principale di questi fondi è quello di ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le varie regioni europee. Le risorse fissate dalla UE per i Fondi Strutturali nel periodo 2014-2020 ammontano a circa 351 miliardi di Euro (si tratta del 32.5 % del bilancio europeo).

Da dove provengono i fondi europei?

Il bilancio del'UE è finanziato in larga misura dalle "risorse proprie", che hanno tre fonti:

  • dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE e i contributi nel settore dello zucchero;
  • una piccola parte dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata nell'UE;
  • i contributi di ogni stato membro, direttamente proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE, che sono la principale fonte di entrate per il bilancio dell'UE

Tra le altre fonti di entrate figurano le tasse sugli stipendi del personale dell'UE, le sanzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le norme della concorrenza e gli interessi bancari. Non esiste un'imposta diretta europea. Sono i paesi membri che controllano i rispettivi sistemi fiscali.

Cosa è un progetto europeo?

Un progetto europeo può avere forme differenti. Normalmente un progetto viene attuato da un consorzio costituito da partecipanti provenienti da diversi Stati Membri dell'Unione europea che hanno come obiettivo quello di aumentare la mobilità, sviluppare nuove conoscenze, trasferire buone prassi oppure rafforzare la dimensione europea. La dimensione, l'organizzazione interna e l'obiettivo dei singoli progetti possono variare a seconda del settore e dell'argomento trattato. Sempre più spesso si assiste alla costituzione di consorzi ampi e a reti di progetto. In questo modo gli enti partecipanti mettono a disposizione del consorzio o della rete le loro competenze specifiche in un determinato settore.

Un progetto UE può finanziare e sostenere una serie di attività quali creazione di reti, scambi di buone pratiche, accesso transnazionale alle infrastrutture, studi, conferenze, ecc.). Nell'ambito dei programmi tematici possono essere anche finanziati progetti individuali. In questo caso un progetto viene finanziato per sostenere progetti attuati da team di lavoro nazionali o transnazionali. Inoltre i progetti europei possono anche finanziare attività di formazione destinate alla rete oppure al personale delle singole istituzioni.


Infine, è importante sapere che esistono anche le "call for tenders" (gare d'appalto), ovvero richieste di servizi specifici, forniture e lavori, messe a gara ed aggiudicate secondo parametri di mercato attraverso "inviti a manifestare interessere" rispetto a specifici programmi. La loro pubblicazione non segue calendari predefiniti.

Alcuni dati sui fondi europei

L'Italia è ai primi posti per numero di enti ed imprese che beneficiano di finanziamenti europei a gestione diretta, cioè erogati direttamente dalla Commissione sotto forma di appalti e progetti:

  • Nel 2013 le imprese e gli enti italiani che hanno ricevuto un finanziamento direttamente dalla CE sono state 5.245, 5.270 i francesi, 6.155 gli inglesi e 6.678 i tedeschi. Il 64% dei beneficiari italiani è del Nord Italia, il 27% del Centro ed il 9% del Sud e Isole*.
  • Nel 2014 l'Italia si colloca al secondo posto dopo la Spagna (57) per imprese beneficiarie selezionate (49). Seguono il Regno Unito (35), la Germania (23) e la Francia (15).
  • 2015: nella fase 1 dello Strumento per le PMI l'Italia si è distinta non solo per il numero di proposte presentate (426), ma anche per le PMI selezionate (35). Al secondo posto si colloca la Spagna (29), seguita da Regno Unito (22), Germania (7) e Danimarca (6)**.

Fonti: *=Camera di Commercio Belgo-Italiana **=Sistema di Transparenza Finanziaria della Commissione europea

http://www.delbarbaconsulting.com/

Domenica, 10 Marzo 2019. Postato in Gestione Aziendale, Hard Skill, Gestione aziendale

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