La pianificazione finanziaria di medio-lungo periodo nel rapporto banca-impresa

La pianificazione finanziaria di medio-lungo periodo nel rapporto banca-impresa

di Stefano Tizzano

Il ruolo fondamentale dell’innovazione tecnologica

Gli andamenti macro-economici congiunturali registrati negli ultimi anni hanno generato l’esigenza di un rapporto banca-impresa più trasparente e fondato su una puntuale e completa circolazione delle informazioni inerenti la situazione economico-patrimoniale e finanziaria aziendale sia attuale che prospettica.

In particolare la crisi finanziaria del 2008 ha portato ad una modifica non solo dei rapporti tra banche e imprese, ma anche delle modalità di comunicazione tra di esse.

Sono infatti sostanzialmente cambiati i metodi di valutazione delle banche per l’accesso al credito, passando cioè da valutazioni sull’andamento storico e sulle prospettive di sviluppo, all’identificazione della solidità finanziaria e del rischio potenziale di default (rating), attraverso analisi qualitative, quantitative e andamentali.

Di conseguenza è stata necessaria una rivisitazione del contesto comunicativo: le imprese devono essere in grado di presentare la propria condizione economico-patrimoniale e finanziaria in modo trasparente e puntuale, al fine di evitare penalizzazioni in termini di accesso al credito e non solo.

Una necessità dettata dai tempi che per molte imprese ha rappresentato anche l’opportunità di ottimizzare i propri processi decisionali e migliorare contestualmente le proprie performance economico-finanziarie, soprattutto attraverso una puntuale e solida pianificazione di medio lungo-termine che abbia lo scopo di ottenere un budget di cassa (cash flow) su base mensile e la possibilità di simulazioni di vari scenari.

Questa nuova metodologia di comunicazione, che poggia le proprie fondamenta nel nuovo contesto digitale, mira a sintetizzare le necessità di comunicazione ed informazione di banche e imprese, adeguando il “lessico” alle nuove dinamiche.

Non raramente, infatti, sorgono tra i due sistemi ostacoli di natura comprensiva, poiché da un lato le imprese non sono a conoscenza di ciò che le banche necessitano, dall’altro queste ultime molto spesso non reperiscono le informazioni che ritengono necessarie.

Per poter ovviare a queste incomprensioni, le imprese devono progressivamente abbandonare metodi di formalizzazione economico/finanziaria “primitivi” (utilizzo di Excel o altri fogli di calcolo, ancora molto utilizzati), per affidarsi a strumenti innovativi che sfruttano il know-how tecnologico e l’esperienza applicativa di esperti di settore.

E’ il caso di un’azienda operante nel settore dei trasporti su strada, configurata come una piccola-media impresa (fatturato medio 13 milioni di euro concentrato su 10 clienti principali) con performance reddituali anche soddisfacenti (MOL attestato mediamente intorno il 5%), che tuttavia negli ultimi anni si è ritrovata a vivere periodi di forte tensione finanziaria dovuti principalmente ad una scarsa capitalizzazione e alla sostanziale assenza di rapporti formali con gli istituti di credito.

Tale situazione, coniugata ai trend finanziari congiunturali degli ultimi tempi, ha causato il graduale ritiro degli affidamenti accordati da parte delle banche oltre che un vistoso peggioramento del rating andamentale aziendale, con un utilizzo del fido autoliquidante quasi sempre superiore all’85%.

 

Tuttavia la scelta da parte dell’impresa di avviare un processo di pianificazione finanziaria con simulazione di scenario, tramite l’utilizzo di uno strumento dedicato come FiPlan , ha consentito di individuare le leve specifiche su cui agire per riequilibrare una struttura finanziaria temporalmente sfasata e garantire contestualmente sostenibilità monetaria di medio-lungo periodo.

Nello specifico, il sistema della partita doppia previsionale ha permesso di individuare in primo luogo le variazioni di medio-lungo termine del capitale circolante commerciale della società esaminata, determinate in questo caso da una sostanziale stabilità dei crediti verso clienti e una parallela diminuzione di circa il 40% dei debiti verso fornitori. Tale decrescita è causata soprattutto dalla riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori e dalla loro elevata forza contrattuale.

La previsione del rating quantitativo dell’azienda analizzata indica, invece, una sostanziale conferma della tripla B rispetto ai trend consuntivi; questo si deve ad un lieve peggioramento della capacità di autofinanziamento aziendale, tuttavia corredato da un netto miglioramento del grado di patrimonializzazione e redditività dell’impresa (passaggio da sufficiente a discreto del ROS).

Ma gli aspetti di maggior rilievo emergono sicuramente dal budget di cassa mensile dell’impresa studiata, il quale evidenzia, nel medio termine, uno sforamento della posizione finanziaria netta di breve rispetto alla bancabilità dei crediti (intesa come quota carta commerciale liquidabile in anticipo dagli istituti bancari in base agli accordi stipulati).

Tale sforamento implica necessariamente un ricorso da parte dell’azienda agli affidamenti a revoca, i meno graditi dagli istituti di credito.

La simulazione di scenario consente tuttavia di individuare i “ main keys ” da azionare per ripristinare un equilibrio finanziario e monetario di medio-lungo periodo; infatti la formulazione di nuove ipotesi sia di budget economico (e di investimenti) sia di manovre finanziarie viene rapidamente elaborata da FiPlan in termini di nuove risultanze presuntive.

Nel caso in esame si sono ipotizzati, nello specifico, un miglioramento a breve dei tempi di incasso da clienti e l’accensione di un mutuo chirografario nel medio periodo.

Tali interventi, pur non modificando il rating quantitativo aziendale, che si conferma come tripla B, generano comunque una diminuzione della posizione finanziaria di breve. Si pone fine, in questo modo, all’utilizzo degli affidamenti a revoca e viene restituita contemporaneamente all’impresa una sostenibilità finanziaria di medio periodo.

Il caso proposto mira dunque ad esemplificare come i recenti cambiamenti delle modalità comunicative fra banca e impresa, apparentemente preclusivi ed ostacolanti, possano in realtà rappresentare l’occasione per ottimizzare il processo decisionale aziendale e fronteggiare efficacemente gli attuali andamenti macro-economici congiunturali.

Giovedì, 29 Settembre 2016. Postato in Gestione Aziendale, Hard Skill, Gestione aziendale

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