L’Hospitality Italiano tiene testa alle startup di home sharing e raggiunge un +9%

L’Hospitality Italiano tiene testa alle startup  di home sharing e raggiunge un +9%

Milano, 15 giugno 2017 - Come ogni anno, è arrivato il momento di iniziare a valutare quale potrebbe essere la meta turistica, nazionale o internazionale, per le proprie vacanze estive.

Per quanto riguarda l’hospitality italiano, l’inizio del 2017 risulta positivo e incoraggiante, registrando una crescita del comparto del 9% e un progressivo interesse da parte degli investitori.

Dall’ultima indagine svolta dal Dipartimento di Ricerca interno di World Capital, infatti, il volume degli investimenti nel settore si attesta a circa 1,142 milioni di euro, traducendosi così in una crescita del 28% rispetto all’anno precedente.

Un altro dato interessante, emerso dall’analisi di World Capital, e che risulta interessante da evidenziare è l’aumento della domanda del turismo internazionale, che si attesa a circa +4% rispetto al 2016, quando si registravano circa 46 milioni di turisti stranieri.

In concomitanza alla crescita del settore hospitality italiano, in questi ultimi anni si assiste a un progressivo sviluppo delle startup di home sharing, che puntando sulla semplicità e l’innovazione, cercano di soddisfare il bisogno primario dei turisti di guadagnare tempo e sentire più liberi. Circa il 40% dei viaggiatori, infatti, non riescecompiere il check-in all’interno della fascia oraria predefinita, ben due italiani su cinque. A tal proposito, a Firenze è nato “Keesy”, primo servizio al mondo di check-in e check-out 2.0, del tutto automatizzato e utilizzato dalle startup di home sharing. I Keesy point sono sempre operativi e offrono vari servizi, dalla raccolta del materiale anagrafico degli ospiti, alla riscossione della tassa di soggiorno. Tale startup ha registrato un grande impatto sul mercato dell’home sharing, il cui volume si era già quadruplicato dopo l’evento Expo a Milano. Non a caso, oggi l’Italia si conferma il terzo paese al mondo per giro d’affari dopo Francia e Stati Uniti.

Tuttavia, il settore ricettivo italiano continua a rispondere bene agli stimoli del mercato, sia per l’offerta di strutture alberghiere sempre più moderne e attrezzate, sia per via degli incentivi promossi dal Governo. A tal proposito, nelle settimane scorse è stato approvato l’emendamento alla c.d. Manovrina, che rimodella il Tax Credit a supporto delle imprese alberghiere, eliminando il tetto massimo di spesa previsto per l’acquisto di mobili e complementi di arredo.

“In questi mesi, oltre che da una significativa crescita del settore, l’hospitality italiano è caratterizzato da un turismo che si fa sempre più sostenibile e attento all’ambiente e alla cultura locale. - dichiara Neda Aghabegloo, Responsabile Dipartimento di Ricerca di World Capital – Un turismo responsabile capace non solo di evitare lo spopolamento, ma soprattutto salvaguardare la bellezza e il paesaggio delle location turistiche.”

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