La sapiente miscela

La sapiente miscela

Normalmente in natura è assai improbabile che la materia si trovi sotto forma di sostanza pura; il più delle volte essa si presenta sotto forma di miscela. La saggezza della natura ci insegna che solo attraverso la sapiente miscelazione di più elementi è possibile garantire l’esistenza della vita e di tutti i meravigliosi frutti che essa offre.

Anche la conoscenza degli esseri umani si è da sempre sviluppata attraverso la capacità di osservare e miscelare un ampio spettro di informazioni e di materie. Il grande architetto Vitruvio, solo per fare un esempio, era letterato, geometra, disegnatore, storico, matematico, filosofo, musico, medico e astrologo.

L’avvento delle specializzazioni, seppur apportatore di importanti risultati, ci ha anche fatto perdere questa antica sapienza: in particolare, quando tale specializzazione viene portata alle estreme conseguenze.

Così, poiché la mano destra non sa cosa fa quella sinistra ......... siamo diventati incapaci di creare grandi opere e, soprattutto, di interpretare il mondo di cui siamo parte.

Se ad esempio ci riferiamo all’ambito economico, in cui si concretizza l'agire delle nostre aziende, siamo oggi di fronte a un contesto caratterizzato dalla complessità, dall’incertezza, dalla vacuità e dall’ambiguità: in tale situazione non è più sufficiente "la dotazione" offerta dalle sole materie economiche.

Colui o colei che all’interno dell’impresa si occupa di sviluppare le capacità e le competenze delle persone deve, quindi, diventare un sapiente miscelatore di contenuti, di strumenti, di modalità, di ambienti di apprendimento e, altresì, di ruoli.

Deve cioè saper creare un sistema che consenta all'azienda di affrontate le attuali sfide fornendole solidi "riferimenti" su cui far leva per realizzare la sua mission e raggiungere i risultati desiderati.

Un sistema può essere potenziato grazie anche alle possibilità offerte dalla rete: un immenso bacino dove si può condividere la conoscenza, allargare i propri orizzonti, miscelare saperi provenienti da diversi ambiti, ecc.

E’ fondamentale, quindi, considerare che i tradizionali programmi di formazione definiti e progettati dall’azienda ed erogati in forma strutturata e classica, oggi possono ma soprattutto devono rapportarsi ai percorsi auto-formativi che le persone adottano sempre di più, anche legati alla propria attività professionale.

In un articolo pubblicato sulla stampa del 14 novembre 2016 a firma di Elena Cenzato si mette in evidenza che:

«A fine 2015 risultavano essersi iscritti ad almeno uno degli oltre 40 mila corsi online gratuiti qualcosa come 35 milioni di allievi, e questo fa pensare anche ad un certo numero di maestri virtualmente accessibili 24/7, pronti a dare un certificato e complimentarsi con chi ha fatto i compiti e superato l’esame. Il mondo della formazione permanente gratuita è vasto, attraente, giovane.

La data di nascita ufficiale dei Massive Open Online Courses, per tutti Mooc, è il 2012, quando i colossi dell’istruzione statunitense (Harvard e Mit da una parte con la piattaforma edX, Stanford dall’altra con Coursera) hanno dichiarato al New York Times il numero dei propri alunni (370mila edX, un milione e 700mila Coursera). Oggi all’orizzonte si affaccia ben altro: la prima piattaforma cinese è XuetangX, già 5 milioni di learners e una crescita così vertiginosa da contare un milione in più solo nell’ultimo mese.

Basta andare su uno dei tripadvisor per lezioni online, Coursetalk o Class Central, per avere un’idea dell’offerta: in novembre partiranno 1200 corsi, di cui 127 al debutto; tra le tante proposte c’è anche la possibilità di frequentare quelli col maggior gradimento e che quindi vengono riproposti. Uno di questi è Life of happiness and fulfillment di Rajagopal Raghunathan dell’Università del Texas a Austin, che riesce a coniugare in modo intelligente produttività e felicità, ed è stato valutato da 75mila scolari come uno dei migliori del 2015, mantenendosi al primo posto nella top ten per diverse settimane.

Ma il vero fuoriclasse è Learning How to Learn di Barbara Ann Oakley dell’UC San Diego, un milione di matricole solo nel primo anno: registrato con webcam e realizzato con mezzi quasi improvvisati e un costo irrisorio, deve il suo successo a ingredienti di prima qualità: competenza, chiarezza concettuale e metodo, il tutto offerto con leggerezza e ironia».

Questa è una ricchezza ma non è l’unica a cui poter attingere !!

Alle importanti possibilità offerte dalle piattaforme dedicate alla formazione a distanza dobbiamo altresì aggiungere la rilevanza della crescita della conoscenza attuabile direttamente "on the job" grazie anche alla condivisione dei saperi presenti in azienda e che spesso vengono sprecati o non valorizzati a sufficienza.

Senza trascurare, infine, la multidisciplinarietà e i nuovi strumenti messi a disposizione dall’innovazione tecnologica.

Più fonti, più occasioni, più contenuti, più strumenti possono però anche significare dispersione e smarrimento.

Ecco che allora il ruolo di chi governa i processi di apprendimento deve diventare sempre più quello di miscelatore, di guida, di coordinatore e di stimolatore e non semplicemente di pianificatore di tradizionali programmi formativi.

Questa è, per chi vi parla, la nuova sfida con cui si troveranno ad operare i Responsabili Formazione e Sviluppo delle imprese: siete pronti a coglierla insieme a noi ??

Federico Castelletti Cazzato & Nicola Longo

www.skillsmanagement.it

Venerdì, 18 Novembre 2016. Postato in Gestione aziendale, Risorse umane

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